Cenni storici

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stemmafigo

La storia di Pedaso affonda le proprie radici fin dall’epoca dei Greci (i Pelasgi), poi i Piceni e i Romani, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici intorno alla foce del fiume Aso.

Ruderi Romani nella vicina Villa Montana e le tante “giare” ed “anfore” che ancora si dissotterrano e si recuperano dal mare, testimoniano delle civiltà che qui si sono avvicendate.

Le Invasioni barbariche, le scorrerie saracene costringeranno le genti della costa a trovare scampo e rifugio sul “colle”, riedificando un “borgo” su di un canalone del Serrone, detto “la Cupa”.

Dall’840 i Benedettini “Farfensi” sono anche qui per le bonifiche e la salubrità della costa.

Con la “Marca Firmana”, è denominato “Castrum Vetulum”e sarà uno dei tanti castelli soggetti ai “vescovi-conti” di Fermo.

La chiesina edificata allora è ancora lì, anche se non può dare più ai naviganti quel riferimento geografico e spirituale dall’alto del colle.

Nel 1255 è un feudo di Annubaldus Trasmundo (nipote del Papa) e signore di Fermo.

Con i Veneziani (i Ranieri, il Tiepolo), governatori e podestà a Fermo, si ripristina la funzione del faro su di una torre edificata sullo sperone del colle a strapiombo sul mare.

L’attuale denominazione deriva dalle indicazioni di un “portolano di navigazione” dei Veneziani, che citava la posizione del faro a “pié d’Azon“, cioé ai piedi dell’Aso… e quindi PEDASO.

Nel 1804 i “Turchi” saccheggiarono Pedaso e sequestrarono quattro marinai Pedasini e le loro barche.

Pedaso ha sempre avuto con il mare un rapporto di reciproca integrazione rappresentando per secoli quasi l’unica fonte di lavoro per i pescatori ed ancora oggi è riconosciuta per le prelibate cozze.

In agosto si svolge la riuscitissima Sagra delle Cozze, evento che gode di risonanza a livello nazionale

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